{"id":5127,"date":"2014-08-27T10:02:04","date_gmt":"2014-08-27T08:02:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.albacio.it\/?p=5127"},"modified":"2014-10-23T12:42:43","modified_gmt":"2014-10-23T10:42:43","slug":"cibo-italiano-come-lo-vedono-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/cibo-italiano-come-lo-vedono-allestero\/","title":{"rendered":"CIBO ITALIANO: COME LO VEDONO ALL&#8217;ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pasta, pizza ma anche porchetta. I piatti che gli stranieri apprezzano di pi\u00f9 raccontano una cultura antica e ricca di suggestione esotica.<br \/>\nIl cibo dice tanto della cultura di un popolo. Questa la tesi di una curiosa rassegna dell&#8217;autorevole quotidiano on line Huffington Post. Ogni nazione ha i suoi piatti caratteristici, i pi\u00f9 amati, quelli che la fanno conoscere e apprezzare nel mondo.<br \/>\nTra i 27 pi\u00f9 rappresentativi delle grandi culture gastronomiche internazionali l&#8217;Italia \u00e8 al terzo posto con un piatto di pasta, superata solo da un Hamburger Usa e dalla Poutine canadese (patatine fritte, formaggio e una salsa saporita), che si aggiudica la pole position. Tra gli altri degni di nota ci sono il Doner Kebab turco, la cotoletta viennese, i W\u00fcrstel tedeschi, il Fish and Chips inglese o la Cr\u00eape\u200e francese. Secondo Huffington Post gustare dei buoni maccheroni al formaggio in Usa non \u00e8 impossibile, ma non c&#8217;\u00e8 niente al mondo come l&#8217;esperienza di assaggiare proprio in Italia un piatto di pasta preparato dalla Nonna (scritto proprio cos\u00ec) di qualcuno.<\/p>\n<p>Se tagliatelle, spaghetti e maccheroni mantengono anche nel vissuto anglosassone l&#8217;originale identit\u00e0 culturale italiana, non si pu\u00f2 dire lo stesso dell&#8217;altro cibo simbolo della nostra gastronomia tradizionale, la pizza, che \u00e8 diventato a pieno titolo cittadino del mondo ed \u00e8 preparato in molti angoli del globo da fast food o take away: fette morbide, filanti e profumate da afferrare direttamente dal cartone e addentare seduti su una panchina o sul divano, davanti alla tiv\u00f9. La pizza negli Usa si prepara anche a casa, come suggerisce il sito web del Los Angeles Times, che svela trucchi e segreti per cuocere a legna fumanti e soffici impasti, farciti secondo i gusti pi\u00f9 vari dei commensali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nL&#8217;irresistibile bont\u00e0 e l&#8217;anima versatile della pizza ne hanno fatto un piatto internazionale e l&#8217;hanno trasformata, adattandola a culture, esigenze ed ingredienti diversi. Lo sa bene chi si \u00e8 trovato a mangiarla fuori dai confini nazionali. Ma i pizzaioli napoletani si stanno impegnando a diffonderne la vera cultura in giro per il mondo. Perfino in Romania: dall&#8217;8 al 18 agosto si tiene a Brest la prima edizione del Pizza Fest, organizzato dall&#8217;Associazione dei Pizzaioli di Napoli: otto forni a legna, una tenda di 30 metri quadrati, dove la pizza si impasta e si farcisce solo con ingredienti portati dall&#8217;Italia e secondo ricette tradizionali partenopee.<br \/>\nMa la notizia pi\u00f9 curiosa arriva dal New York Times che mette la porchetta tra le cinque specialit\u00e0 che bisogna assolutamente provare nella vita. I robusti sapori delle street food dell&#8217;Italia Centrale (il quotidiano suggerisce la porchetta umbra) merita l&#8217;assaggio proprio come una preparazione libanese, una birmana, una turca e una messicana.<br \/>\nInsomma, tra nonne, tradizione e cibo di suggestione etnica, la nostra cucina all&#8217;estero vince per la sua anima primitiva ed arcaica e la sua seducente attrattiva esotica. Ma \u00e8 proprio questa la nostra unica e vera identit\u00e0?<\/p>\n<p>da sale &amp; pepe<br \/>\nLivia Fagetti<br \/>\n8 agosto 2014<\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pasta, pizza ma anche porchetta. I piatti che gli stranieri apprezzano di pi\u00f9 raccontano una cultura antica e ricca di suggestione esotica. Il cibo dice tanto della cultura di un popolo. Questa la tesi di una curiosa rassegna dell&#8217;autorevole quotidiano on line Huffington Post. Ogni nazione ha i suoi piatti caratteristici, i pi\u00f9 amati, quelli che la fanno conoscere e apprezzare nel mondo. Tra i 27 pi\u00f9 rappresentativi delle grandi culture gastronomiche internazionali l&#8217;Italia \u00e8 al terzo posto con un piatto di pasta, superata solo da un Hamburger Usa e dalla Poutine canadese (patatine fritte, formaggio e una salsa saporita), che si aggiudica la pole position. 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La pizza negli Usa si prepara anche a casa, come suggerisce il sito web del Los Angeles Times, che svela trucchi e segreti per cuocere a legna fumanti e soffici impasti, farciti secondo i gusti pi\u00f9 vari dei commensali. L&#8217;irresistibile bont\u00e0 e l&#8217;anima versatile della pizza ne hanno fatto un piatto internazionale e l&#8217;hanno trasformata, adattandola a culture, esigenze ed ingredienti diversi. Lo sa bene chi si \u00e8 trovato a mangiarla fuori dai confini nazionali. Ma i pizzaioli napoletani si stanno impegnando a diffonderne la vera cultura in giro per il mondo. Perfino in Romania: dall&#8217;8 al 18 agosto si tiene a Brest la prima edizione del Pizza Fest, organizzato dall&#8217;Associazione dei Pizzaioli di Napoli: otto forni a legna, una tenda di 30 metri quadrati, dove la pizza si impasta e si farcisce solo con ingredienti portati dall&#8217;Italia e secondo ricette tradizionali partenopee. Ma la notizia pi\u00f9 curiosa arriva dal New York Times che mette la porchetta tra le cinque specialit\u00e0 che bisogna assolutamente provare nella vita. I robusti sapori delle street food dell&#8217;Italia Centrale (il quotidiano suggerisce la porchetta umbra) merita l&#8217;assaggio proprio come una preparazione libanese, una birmana, una turca e una messicana. Insomma, tra nonne, tradizione e cibo di suggestione etnica, la nostra cucina all&#8217;estero vince per la sua anima primitiva ed arcaica e la sua seducente attrattiva esotica. 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