{"id":5405,"date":"2014-09-20T06:52:46","date_gmt":"2014-09-20T04:52:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.albacio.it\/?p=5405"},"modified":"2014-10-23T13:04:06","modified_gmt":"2014-10-23T11:04:06","slug":"sua-maesta-il-tartufo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/sua-maesta-il-tartufo\/","title":{"rendered":"Sua Maesta&#8217; il Tartufo"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5406\" style=\"margin: 7px;\" alt=\"piatto-pronto-piattino-affettatartufi-tartufo_dettaglio_ricette_slider_grande3\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/piatto-pronto-piattino-affettatartufi-tartufo_dettaglio_ricette_slider_grande3-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/piatto-pronto-piattino-affettatartufi-tartufo_dettaglio_ricette_slider_grande3-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/piatto-pronto-piattino-affettatartufi-tartufo_dettaglio_ricette_slider_grande3.jpg 478w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h2>Celebrit\u00e0 italiana in tavola<\/h2>\n<p>Non importa che sia sferico o piatto. Che il peridio, la sua parete esterna, sia di color bianco latte o giallo d&#8217;ocra. In fondo va benissimo che al tatto si presenti liscio o sculturato, l&#8217;importante \u00e8 che sia attraente, non troppo rigido n\u00e9 troppo elastico, che ci rapisca con il suo odore intenso e inconfondibile. Che custodisca gelosamente la gleba, una polpa di colore marrone frammisto a venature biancastre. Non ne ignorava il potere seduttivo Camillo Benso di Cavour, che ne fece un mezzo diplomatico. Caddero ai suoi piedi persino Rita Haywort, Harry Truman, Winston Churchill, Joe Di Maggio, Marylin Monroe, insieme a tante altre ecelebrit\u00e0. Seppur avvezzi a fama, attestati di stima, premi e riconoscimenti, di certo non dovettero rimanere impassibili quando Giacomo Morra, albergatore e ristoratore d&#8217;Alba a cui si devono fortunate intuizioni, pens\u00f2 bene di lusingarli con un regalo inconsueto: il migliore esemplare d&#8217;annata.\u00a0Non \u00e8 per sempre, ma per il portafogli, vedere per credere, \u00e8 come se lo fosse. Non un tartufo qualsiasi, no. Ma il tartufo bianco d&#8217;Alba, meglio noto tra gli addetti ai lavori come Tuber magnatum Pico, Trifola per i conterranei.<\/p>\n<p>Dagli Appennini alle Langhe<\/p>\n<p>Lo possiamo trovare anche in Romagna, in Toscana, nelle Marche, in Umbria, in Campania, in Veneto ed in Lombardia. Ma il suo regno, si sa, sono le Langhe.Che non si dica che sono tutti uguali. Non bisogna essere cani da tartufo per apprezzarne l&#8217;odore inconfondibile, per carit\u00e0. Ma dietro la targa dell&#8217;esemplare qualificato c&#8217;\u00e8 il parere di circa cento giudici istruiti allo scopo dal Centro Nazionale Studi Tartufo, dediti alla sua analisi sensoriale. Perch\u00e9 dev&#8217;essere bello, profumato, piacevole al tatto.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 bello<\/p>\n<p>La valutazione sensoriale comincia dall&#8217;analisi visiva. Il corpo fruttifero anzitutto dev&#8217;essere integro. Non solo perch\u00e9 diversamente sarebbe bruttino, ma anche perch\u00e9 sarebbe portato e deteriorarsi pi\u00f9 facilmente .Anche l&#8217;igiene personale gioca un ruolo importante nell&#8217;assegnazione della fascia Mr Bianco d&#8217;Alba: lo vogliamo acqua e sapone, senza residui di terra, senza trucchi che ne occultino difetti e i mperfezioni. L&#8217;ultimo criterio di giudizio, come in tutti i concorsi di bellezza che si rispettino, \u00e8 puramente soggettivo: non \u00e8 bello il tartufo bello, ma \u00e8 bello il tartufo che piace.<\/p>\n<p>Ad ogni giudice il diritto di affidarsi al suo personale colpo di fulmine.<\/p>\n<p>Non troppo duro, n\u00e9 troppo elastico<\/p>\n<p>Non \u00e8 solo la ricetta vincente per conquistare una donna. \u00c8 ci\u00f2 che spinge i suoi cultori a dire che \u00e8 perfetto al tatto: turgido, compatto, non troppo duro, non troppo morbido.<\/p>\n<p>A ciascuno la sua fragranza<\/p>\n<p>Fermentato, fungo, miele, fieno, aglio, spezie, terra bagnata e ammoniaca. La composizione aromatica del tartufo bianco d&#8217;Alba viene identificata attraverso precisi descrittori.<\/p>\n<p>A volte bisogna essere crudi<\/p>\n<p>Ed \u00e8 il caso del nostro ospite d&#8217;onore. Che si accompagna bene tanto a piatti caldi che a piatti freddi a patto che che sia crudo e tagliato a lamelle sottili. Superfluo precisare che si sposa perfettamente alla cucina piemontese.<\/p>\n<p>Da: \u201cIl Giornale del Cibo\u201d<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Celebrit\u00e0 italiana in tavola Non importa che sia sferico o piatto. Che il peridio, la sua parete esterna, sia di color bianco latte o giallo d&#8217;ocra. In fondo va benissimo che al tatto si presenti liscio o sculturato, l&#8217;importante \u00e8 che sia attraente, non troppo rigido n\u00e9 troppo elastico, che ci rapisca con il suo odore intenso e inconfondibile. Che custodisca gelosamente la gleba, una polpa di colore marrone frammisto a venature biancastre. Non ne ignorava il potere seduttivo Camillo Benso di Cavour, che ne fece un mezzo diplomatico. Caddero ai suoi piedi persino Rita Haywort, Harry Truman, Winston Churchill, Joe Di Maggio, Marylin Monroe, insieme a tante altre ecelebrit\u00e0. Seppur avvezzi a fama, attestati di stima, premi e riconoscimenti, di certo non dovettero rimanere impassibili quando Giacomo Morra, albergatore e ristoratore d&#8217;Alba a cui si devono fortunate intuizioni, pens\u00f2 bene di lusingarli con un regalo inconsueto: il migliore esemplare d&#8217;annata.\u00a0Non \u00e8 per sempre, ma per il portafogli, vedere per credere, \u00e8 come se lo fosse. Non un tartufo qualsiasi, no. Ma il tartufo bianco d&#8217;Alba, meglio noto tra gli addetti ai lavori come Tuber magnatum Pico, Trifola per i conterranei. Dagli Appennini alle Langhe Lo possiamo trovare anche in Romagna, in Toscana, nelle Marche, in Umbria, in Campania, in Veneto ed in Lombardia. Ma il suo regno, si sa, sono le Langhe.Che non si dica che sono tutti uguali. Non bisogna essere cani da tartufo per apprezzarne l&#8217;odore inconfondibile, per carit\u00e0. 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Ad ogni giudice il diritto di affidarsi al suo personale colpo di fulmine. Non troppo duro, n\u00e9 troppo elastico Non \u00e8 solo la ricetta vincente per conquistare una donna. \u00c8 ci\u00f2 che spinge i suoi cultori a dire che \u00e8 perfetto al tatto: turgido, compatto, non troppo duro, non troppo morbido. A ciascuno la sua fragranza Fermentato, fungo, miele, fieno, aglio, spezie, terra bagnata e ammoniaca. La composizione aromatica del tartufo bianco d&#8217;Alba viene identificata attraverso precisi descrittori. A volte bisogna essere crudi Ed \u00e8 il caso del nostro ospite d&#8217;onore. Che si accompagna bene tanto a piatti caldi che a piatti freddi a patto che che sia crudo e tagliato a lamelle sottili. Superfluo precisare che si sposa perfettamente alla cucina piemontese. 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