{"id":6089,"date":"2015-11-27T05:31:04","date_gmt":"2015-11-27T04:31:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.albacio.it\/?p=6089"},"modified":"2015-11-27T05:44:19","modified_gmt":"2015-11-27T04:44:19","slug":"il-lambrusco-mantovano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/il-lambrusco-mantovano\/","title":{"rendered":"Il Lambrusco Mantovano"},"content":{"rendered":"<p>Ci siamo gi\u00e0 occupati del Lambrusco Modenese, nelle sue tre tipologie, il primo ad ottenere, nel 1970, la DOC.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/index.php\/il-lambrusco-grande-vino-dell-emilia\/\" title=\"Il Lambrusco, grande vino dell' Emilia\" target=\"_blank\"><\/a><br \/>\nCi sono per\u00f2 altre DOC di lambrusco, a Reggio Emila, Parma e Mantova.<br \/>\nOggi ci occuperemo della DOC mantovana.<\/p>\n<p>Situata tra il Garda, il Mincio e il PO, Mantova \u00e8 la terra di origine della dinastia dei Gonzaga e la zona di produzione di ottimi vini.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/mantova1.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6091\" alt=\"mantova\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/mantova1-300x280.jpg\" width=\"300\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/mantova1-300x280.jpg 300w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/mantova1.jpg 371w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nIl Lambrusco Mantovano DOC \u00e8 un vino da pasto frizzante di colore rosso rubino, con gradazione minima di 10\u00b0.<br \/>\nIl profumo \u00e8 abbastanza intenso, poco persistente, fine, vinoso e fruttato.<br \/>\nAl palato si presenta morbido, quasi di corpo, abbastanza fresco, poco tannico e sapido, e ben equilibrato.<\/p>\n<p>Il Lambrusco Mantovano DOC \u00e8 prodotto in due aree disgiunte: il Viadanese, ossia il territorio fra i fiumi Oglio e Po comprendente i comuni di Viadana, Sabbioneta, Dosolo e Pomponesco e l\u2019Oltrep\u00f2 mantovano; in provincia di Mantova i comuni di Suzzara, Gonzaga, Pegognaga, Moglia, Quistello, San Benedetto Po, Revere, Poggio Rusco, Sermide.<\/p>\n<p>La tradizione vitivinicola nel basso mantovano risale al tempo dei Benedettini che imponevano gli affittuari delle loro terre l\u2019imposta vinicola di cui se ne ha testimonianza. Bench\u00e9 lo sviluppo della coltivazione della vite si abbia nel 1100, la viticoltura moderna nasce nella met\u00e0 del 1900 in seguito all\u2019invasione della Fillossera.<br \/>\nI numerosi impianti di vite che coprivano la superficie della pianura mantovana e le sette cantine sociali che raccoglievano l\u2019uva per la trasformazione, spinsero gli agricoltori a costituire, tra il 1902 e il 1958, altrettante societ\u00e0 cooperative.<br \/>\nTra il 1950 e il 1960 inizia la riconversione delle aree agricole a destra dell\u2019Oglio e del Po, mentre nelle zone a sinistra del Po e dell\u2019Oltrep\u00f2 Mantovano si attesta la coltura della vite.<br \/>\nQueste zone rappresentano oggi le zone di produzione del Lambrusco Mantovano considerato la bandiera enologica di tutto il Basso Mantovano.<br \/>\nA indicare la qualit\u00e0 e la notoriet\u00e0 anche oltreoceano di questo vino, il Lambrusco Mantovano ottiene il riconoscimento DOC nel 1987.<\/p>\n<p>Il Lambrusco Mantovano DOC si ottiene da uve di vitigni Lambrusco Viadanese, Grappello Ruberti, Lambrusco Maestri, Lambrusco Marani e Lambrusco Salamino minimo 85%, con eventuale aggiunta di Ancellota e Fortana per un massimo del 15%. Dopo la pigiatura, le uve vengono messe a fermentare e a macerare assieme alla vinaccia in recipienti chiamati fermentini, secondo la tecnica della vinificazione in rosso. \u00c8 durante questa fase che bucce e vinacce<br \/>\nrilasciano i pigmenti che conferiscono il colore rosso al vino.<br \/>\nCon la successiva svinatura, si separa la vinaccia dal mosto travasando il vino in vasche di conservazione.<br \/>\nIn queste vasche a causa dell\u2019abbassamento della temperatura si blocca la fermentazione alcolica e inizia la fermentazione malolattica . In questa fase il vino subisce una riduzione di acidit\u00e0 e acquisisce stabilit\u00e0, limpidezza e parte delle caratteristiche organolettiche tipiche.<br \/>\nDopo l\u2019invecchiamento il vino viene stabilizzato e imbottigliato.<a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Un-calice-di-Lambrusco-Mantovano.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-6092\" alt=\"Un-calice-di-Lambrusco-Mantovano\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Un-calice-di-Lambrusco-Mantovano-300x240.jpg\" width=\"300\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Un-calice-di-Lambrusco-Mantovano-300x240.jpg 300w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Un-calice-di-Lambrusco-Mantovano.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Essendo un vino frizzante, il Lambrusco Mantovano Doc viene sottoposto a rifermentazione , mediante la quale si ottiene la formazione della spuma. La dolcificazione deve effettuarsi con mosti d\u2019uva o mosti concentrati, tutti provenienti da uve atte alla produzione di questo vino Doc.<br \/>\nNei limiti previsti dalla legge \u00e8 consentito l\u2019uso del mosto concentrato rettificato.<\/p>\n<p>Agli inizi del 1900 gli emigrati italiani costretti a trasferirsi in Sud America, non rinunciarono a portare con se il Lambrusco Mantovano considerato il vino della tradizione italiana.<br \/>\nIl Lambrusco nello stesso periodo appare sulle tavole del Waldorf Astoria di New York.<\/p>\n<p>Per conservare correttamente il Lambrusco Mantovano DOC \u00e8 sufficiente tenere le bottiglie a un\u2019umidit\u00e0 del 70\u201075% affinch\u00e9 il tappo non si asciughi.<br \/>\nSi consiglia inoltre di mantenere una temperatura costante fra 10 e 15\u00b0C e di utilizzare scaffalature di legno, sulle quali sistemare le bottiglie in posizione orizzontale, per attutire i colpi.<\/p>\n<p>Il Lambrusco Mantovano DOC all\u2019esame olfattivo si presenta abbastanza intenso, poco persistente, fine, vinoso, fruttato.<br \/>\nHa un sapore abboccato, morbido, quasi di corpo, sufficientemente fresco, poco tannico e sapido e mediamente equilibrato.<\/p>\n<p>Per coglierne appieno il gusto, \u00e8 consigliabile abbinare il Lambrusco Mantovano DOC con preparazioni poco o abbastanza strutturate, come brodini di carne, bolliti misti e cotechini in umido. Se ne consiglia la degustazione in calici per vini rosati freschi, a una temperatura compresa fra i 14 e i 16\u00b0C.<br \/>\nIl periodo ottimale di consumo \u00e8 entro uno o due anni dalla vendemmia.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci siamo gi\u00e0 occupati del Lambrusco Modenese, nelle sue tre tipologie, il primo ad ottenere, nel 1970, la DOC. Ci sono per\u00f2 altre DOC di lambrusco, a Reggio Emila, Parma e Mantova. Oggi ci occuperemo della DOC mantovana. Situata tra il Garda, il Mincio e il PO, Mantova \u00e8 la terra di origine della dinastia dei Gonzaga e la zona di produzione di ottimi vini. Il Lambrusco Mantovano DOC \u00e8 un vino da pasto frizzante di colore rosso rubino, con gradazione minima di 10\u00b0. Il profumo \u00e8 abbastanza intenso, poco persistente, fine, vinoso e fruttato. Al palato si presenta morbido, quasi di corpo, abbastanza fresco, poco tannico e sapido, e ben equilibrato. Il Lambrusco Mantovano DOC \u00e8 prodotto in due aree disgiunte: il Viadanese, ossia il territorio fra i fiumi Oglio e Po comprendente i comuni di Viadana, Sabbioneta, Dosolo e Pomponesco e l\u2019Oltrep\u00f2 mantovano; in provincia di Mantova i comuni di Suzzara, Gonzaga, Pegognaga, Moglia, Quistello, San Benedetto Po, Revere, Poggio Rusco, Sermide. La tradizione vitivinicola nel basso mantovano risale al tempo dei Benedettini che imponevano gli affittuari delle loro terre l\u2019imposta vinicola di cui se ne ha testimonianza. Bench\u00e9 lo sviluppo della coltivazione della vite si abbia nel 1100, la viticoltura moderna nasce nella met\u00e0 del 1900 in seguito all\u2019invasione della Fillossera. I numerosi impianti di vite che coprivano la superficie della pianura mantovana e le sette cantine sociali che raccoglievano l\u2019uva per la trasformazione, spinsero gli agricoltori a costituire, tra il 1902 e il 1958, altrettante societ\u00e0 cooperative. Tra il 1950 e il 1960 inizia la riconversione delle aree agricole a destra dell\u2019Oglio e del Po, mentre nelle zone a sinistra del Po e dell\u2019Oltrep\u00f2 Mantovano si attesta la coltura della vite. Queste zone rappresentano oggi le zone di produzione del Lambrusco Mantovano considerato la bandiera enologica di tutto il Basso Mantovano. A indicare la qualit\u00e0 e la notoriet\u00e0 anche oltreoceano di questo vino, il Lambrusco Mantovano ottiene il riconoscimento DOC nel 1987. Il Lambrusco Mantovano DOC si ottiene da uve di vitigni Lambrusco Viadanese, Grappello Ruberti, Lambrusco Maestri, Lambrusco Marani e Lambrusco Salamino minimo 85%, con eventuale aggiunta di Ancellota e Fortana per un massimo del 15%. Dopo la pigiatura, le uve vengono messe a fermentare e a macerare assieme alla vinaccia in recipienti chiamati fermentini, secondo la tecnica della vinificazione in rosso. \u00c8 durante questa fase che bucce e vinacce rilasciano i pigmenti che conferiscono il colore rosso al vino. Con la successiva svinatura, si separa la vinaccia dal mosto travasando il vino in vasche di conservazione. In queste vasche a causa dell\u2019abbassamento della temperatura si blocca la fermentazione alcolica e inizia la fermentazione malolattica . In questa fase il vino subisce una riduzione di acidit\u00e0 e acquisisce stabilit\u00e0, limpidezza e parte delle caratteristiche organolettiche tipiche. Dopo l\u2019invecchiamento il vino viene stabilizzato e imbottigliato. Essendo un vino frizzante, il Lambrusco Mantovano Doc viene sottoposto a rifermentazione , mediante la quale si ottiene la formazione della spuma. La dolcificazione deve effettuarsi con mosti d\u2019uva o mosti concentrati, tutti provenienti da uve atte alla produzione di questo vino Doc. Nei limiti previsti dalla legge \u00e8 consentito l\u2019uso del mosto concentrato rettificato. Agli inizi del 1900 gli emigrati italiani costretti a trasferirsi in Sud America, non rinunciarono a portare con se il Lambrusco Mantovano considerato il vino della tradizione italiana. Il Lambrusco nello stesso periodo appare sulle tavole del Waldorf Astoria di New York. Per conservare correttamente il Lambrusco Mantovano DOC \u00e8 sufficiente tenere le bottiglie a un\u2019umidit\u00e0 del 70\u201075% affinch\u00e9 il tappo non si asciughi. Si consiglia inoltre di mantenere una temperatura costante fra 10 e 15\u00b0C e di utilizzare scaffalature di legno, sulle quali sistemare le bottiglie in posizione orizzontale, per attutire i colpi. Il Lambrusco Mantovano DOC all\u2019esame olfattivo si presenta abbastanza intenso, poco persistente, fine, vinoso, fruttato. Ha un sapore abboccato, morbido, quasi di corpo, sufficientemente fresco, poco tannico e sapido e mediamente equilibrato. Per coglierne appieno il gusto, \u00e8 consigliabile abbinare il Lambrusco Mantovano DOC con preparazioni poco o abbastanza strutturate, come brodini di carne, bolliti misti e cotechini in umido. Se ne consiglia la degustazione in calici per vini rosati freschi, a una temperatura compresa fra i 14 e i 16\u00b0C. Il periodo ottimale di consumo \u00e8 entro uno o due anni dalla vendemmia.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":6093,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[860],"tags":[854,881,909,908,861,862],"class_list":["post-6089","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-il-mondo-del-vino-world-of-wine","tag-emilia","tag-lambrusco","tag-mantova","tag-mantua","tag-vino","tag-wine"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6089","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6089"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6089\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6093"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6089"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6089"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6089"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}