{"id":6159,"date":"2016-01-11T03:48:21","date_gmt":"2016-01-11T02:48:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.albacio.it\/?p=6159"},"modified":"2016-01-11T03:48:21","modified_gmt":"2016-01-11T02:48:21","slug":"tortellini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/tortellini\/","title":{"rendered":"Tortellini !!!"},"content":{"rendered":"<p>La storia<\/p>\n<p>In passato, fra Bologna e Modena sono sorte infinite dispute sulla paternit\u00e0 del Tortellino. Dopo accese e dotte discussioni fu scelta la localit\u00e0 di Castelfranco Emilia, luogo dell&#8217;immaginario incontro tra l&#8217;oste e il mitico ombelico.<br \/>\nLa scelta non fu casuale, infatti Castelfranco \u00e8 a met\u00e0 strada tra Bologna e Modena, sino all&#8217;anno 1927 era in provincia di Bologna, ma dal 1927 pass\u00f2 in provincia di Modena, da qui nacque la vexata questio. Ora, pur essendo in provincia di Modena, fa parte della Diocesi di Bologna, questa diplomatica soluzione accontent\u00f2 tutti. In ogni caso, bisogna sapere che la via Emilia \u00e8 la via della pasta \u201cripiena\u201d e poi \u201critorta\u201d, cio\u00e8 una pasta ritorta su un ripieno, infatti Tortellino o Tortello derivano da \u201critorto\u201d.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/tortellini-bolognesi-744x445.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/tortellini-bolognesi-744x445-300x179.jpg\" alt=\"tortellini-bolognesi-744x445\" width=\"300\" height=\"179\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6162\" srcset=\"https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/tortellini-bolognesi-744x445-300x179.jpg 300w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/tortellini-bolognesi-744x445.jpg 744w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nCos\u00ec partendo da Piacenza e passando per Parma incontriamo gli Anolini, a Reggio Emilia troviamo iTortelli alle erbe o alla zucca con amaretto e i Cappelletti di carne, scendendo a Modena, Castelfranco e Bologna gustiamo i Tortellini, proseguendo per Forl\u00ec abbiamo i Cappelletti di formaggio, facendo una piccola digressione a Ferrara mangiamo i Cappellacci di Zucca, ma senza amaretto.<\/p>\n<p>Il Tortellino, come tutti i grandi, vanta numerose origini. Il poeta Alfredo Testoni scriveva polemicamente: \u201cNon \u00e8 vero che Bologna si sia fatta un nome perch\u00e9 \u201cmadre degli studi\u201d. L&#8217;\u00e8 pr&#8217;i turtlein e pr&#8217;al so&#8217; consum ch&#8217;la s&#8217;\u00e8 fatt una strada!\u201d [\u00e8 per i Tortellini e il loro consumo che si \u00e8 fatta strada].<br \/>\nPer alcuni fu la nobildonna Dorotea Lapi, che si sarebbe ispirata ad un trattato del Trecento per soddisfare, almeno a tavola, i desideri del ghiotto marito. Altri invece sostengono che l&#8217;inventore sia stato Pietro Filargo divenuto poi Papa Alessandro V. Altre leggende si riferiscono all&#8217;ombelico muliebre: sul tema si esprime Ostilio Lucarini nella sua commedia \u201cquell ch&#8217;ha invent\u00e0 i turtlei\u201d dove il cuoco Pirulein si sarebbe ispirato all&#8217;ombelico della sua padrona. Un&#8217;altra versione \u00e8 data da Giuseppe Ceri, che in un suo poemetto burlesco, racconta come Venere, Marte e Vulcano capitarono nella locanda della Dogana, a Castelfranco Emilia, coricandosi tutti insieme in un grande letto. Al mattino seguente Vulcano e Marte scesero in cucina a rifocillarsi con un centinaio di uova. Il cuoco accorso ad una scampanellata di Venere, la trov\u00f2 senza veli e nel contemplarla smarr\u00ec la ragione. Tornato in cucina tutto scombussolato volle immortalare quella visione. Non sapendo disegnare prese un poco di pasta e \u201cl&#8217;oste che era guercio e bolognese per imitar di Venere il bellico l&#8217;arte di fare i tortellini apprese\u201d.<br \/>\nPer immortalare questa leggenda, a Castelfranco Emilia, la Dotta Confraternita, assieme a quella di San Nicola di Castelfranco, inaugur\u00f2, in una piazza del paese, un monumento bronzeo.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/monum.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/monum-300x224.jpg\" alt=\"monum\" width=\"300\" height=\"224\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6163\" srcset=\"https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/monum-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/monum-80x60.jpg 80w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/monum.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nNel diario del Senato di Bologna nell&#8217;anno 1500 si riporta che a 16 tribuni della plebe fu servita una \u201cminestra de torteleti\u201d. Pochi anni dopo nel 1570 un cuoco bolognese, forse Bartolomeo di Scappi, cuoco del Papa Pio V, fece stampare alcune ricette dove venivano citati anche i Tortellini.<br \/>\nCome si pu\u00f2 capire le storie sono tutte graziose e intriganti, in realt\u00e0 un vero inventore del tortellino non esiste o almeno non se ne ha notizia certa. Il vero punto fermo sul Tortellino lo pose Pellegrino Artusi che, alla fine dell&#8217;ottocento, codific\u00f2 il classico ripieno ufficializzando la mortadella, contribuendo con la sua opera a diffonderne la fama.<\/p>\n<p>Ingredienti per circa 1000 tortellini:<\/p>\n<p>pasta fresca gialla preparata con 3 uova e 3 etti di farina<br \/>\nPer il ripieno:<br \/>\n300 gr. lombo di maiale rosolato al burro<br \/>\n300 gr. prosciutto crudo<br \/>\n300 gr. vera mortadella di Bologna<br \/>\n450 gr. formaggio Parmigiano Reggiano<br \/>\n3 uova di gallina<br \/>\nodore di noce moscata<br \/>\nPer il brodo:<br \/>\n1 kg. di carne di manzo (doppione)<br \/>\n\u00bd gallina ruspante<br \/>\nsedano<br \/>\ncarota<br \/>\ncipolla<br \/>\nsale<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/tort-brodo.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/tort-brodo.jpg\" alt=\"tort brodo\" width=\"259\" height=\"194\" class=\"alignleft size-full wp-image-6164\" srcset=\"https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/tort-brodo.jpg 259w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/tort-brodo-80x60.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><\/a><br \/>\nLa preparazione<\/p>\n<p>Deve essere molto accurata. Il lombo va tenuto in riposo per 2 giorni con sopra un battuto composto di sale, pepe , rosmarino ed aglio, quindi va cotto a fuoco lento con un po&#8217; di burro e poi va tolto dal tegame e ripulito del suo battuto. Infine, possibilmente col battilardo, si trita molto finemente il lombo, il prosciutto e la mortadella, si impasta il tutto con parmigiano e uova, aggiungendo l&#8217;odore della noce moscata. L&#8217;impasto si deve mescolare a lungo fintanto che risulti ben amalgamato e deve essere lasciato riposare per 24 ore, prima di riempire i tortellini.<br \/>\nNaturalmente la bont\u00e0 del ripieno dipende dalla qualit\u00e0 delle materie prime impiegate. Per gustare un buon tortellino \u00e8 indispensabile disporre di un ottimo brodo.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.confraternitadeltortellino.it\/\" target=\"_blank\">Confraternita del tortellino<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia In passato, fra Bologna e Modena sono sorte infinite dispute sulla paternit\u00e0 del Tortellino. Dopo accese e dotte discussioni fu scelta la localit\u00e0 di Castelfranco Emilia, luogo dell&#8217;immaginario incontro tra l&#8217;oste e il mitico ombelico. La scelta non fu casuale, infatti Castelfranco \u00e8 a met\u00e0 strada tra Bologna e Modena, sino all&#8217;anno 1927 era in provincia di Bologna, ma dal 1927 pass\u00f2 in provincia di Modena, da qui nacque la vexata questio. Ora, pur essendo in provincia di Modena, fa parte della Diocesi di Bologna, questa diplomatica soluzione accontent\u00f2 tutti. In ogni caso, bisogna sapere che la via Emilia \u00e8 la via della pasta \u201cripiena\u201d e poi \u201critorta\u201d, cio\u00e8 una pasta ritorta su un ripieno, infatti Tortellino o Tortello derivano da \u201critorto\u201d. Cos\u00ec partendo da Piacenza e passando per Parma incontriamo gli Anolini, a Reggio Emilia troviamo iTortelli alle erbe o alla zucca con amaretto e i Cappelletti di carne, scendendo a Modena, Castelfranco e Bologna gustiamo i Tortellini, proseguendo per Forl\u00ec abbiamo i Cappelletti di formaggio, facendo una piccola digressione a Ferrara mangiamo i Cappellacci di Zucca, ma senza amaretto. Il Tortellino, come tutti i grandi, vanta numerose origini. Il poeta Alfredo Testoni scriveva polemicamente: \u201cNon \u00e8 vero che Bologna si sia fatta un nome perch\u00e9 \u201cmadre degli studi\u201d. L&#8217;\u00e8 pr&#8217;i turtlein e pr&#8217;al so&#8217; consum ch&#8217;la s&#8217;\u00e8 fatt una strada!\u201d [\u00e8 per i Tortellini e il loro consumo che si \u00e8 fatta strada]. Per alcuni fu la nobildonna Dorotea Lapi, che si sarebbe ispirata ad un trattato del Trecento per soddisfare, almeno a tavola, i desideri del ghiotto marito. Altri invece sostengono che l&#8217;inventore sia stato Pietro Filargo divenuto poi Papa Alessandro V. Altre leggende si riferiscono all&#8217;ombelico muliebre: sul tema si esprime Ostilio Lucarini nella sua commedia \u201cquell ch&#8217;ha invent\u00e0 i turtlei\u201d dove il cuoco Pirulein si sarebbe ispirato all&#8217;ombelico della sua padrona. Un&#8217;altra versione \u00e8 data da Giuseppe Ceri, che in un suo poemetto burlesco, racconta come Venere, Marte e Vulcano capitarono nella locanda della Dogana, a Castelfranco Emilia, coricandosi tutti insieme in un grande letto. Al mattino seguente Vulcano e Marte scesero in cucina a rifocillarsi con un centinaio di uova. Il cuoco accorso ad una scampanellata di Venere, la trov\u00f2 senza veli e nel contemplarla smarr\u00ec la ragione. Tornato in cucina tutto scombussolato volle immortalare quella visione. Non sapendo disegnare prese un poco di pasta e \u201cl&#8217;oste che era guercio e bolognese per imitar di Venere il bellico l&#8217;arte di fare i tortellini apprese\u201d. Per immortalare questa leggenda, a Castelfranco Emilia, la Dotta Confraternita, assieme a quella di San Nicola di Castelfranco, inaugur\u00f2, in una piazza del paese, un monumento bronzeo. Nel diario del Senato di Bologna nell&#8217;anno 1500 si riporta che a 16 tribuni della plebe fu servita una \u201cminestra de torteleti\u201d. Pochi anni dopo nel 1570 un cuoco bolognese, forse Bartolomeo di Scappi, cuoco del Papa Pio V, fece stampare alcune ricette dove venivano citati anche i Tortellini. Come si pu\u00f2 capire le storie sono tutte graziose e intriganti, in realt\u00e0 un vero inventore del tortellino non esiste o almeno non se ne ha notizia certa. Il vero punto fermo sul Tortellino lo pose Pellegrino Artusi che, alla fine dell&#8217;ottocento, codific\u00f2 il classico ripieno ufficializzando la mortadella, contribuendo con la sua opera a diffonderne la fama. Ingredienti per circa 1000 tortellini: pasta fresca gialla preparata con 3 uova e 3 etti di farina Per il ripieno: 300 gr. lombo di maiale rosolato al burro 300 gr. prosciutto crudo 300 gr. vera mortadella di Bologna 450 gr. formaggio Parmigiano Reggiano 3 uova di gallina odore di noce moscata Per il brodo: 1 kg. di carne di manzo (doppione) \u00bd gallina ruspante sedano carota cipolla sale La preparazione Deve essere molto accurata. Il lombo va tenuto in riposo per 2 giorni con sopra un battuto composto di sale, pepe , rosmarino ed aglio, quindi va cotto a fuoco lento con un po&#8217; di burro e poi va tolto dal tegame e ripulito del suo battuto. Infine, possibilmente col battilardo, si trita molto finemente il lombo, il prosciutto e la mortadella, si impasta il tutto con parmigiano e uova, aggiungendo l&#8217;odore della noce moscata. L&#8217;impasto si deve mescolare a lungo fintanto che risulti ben amalgamato e deve essere lasciato riposare per 24 ore, prima di riempire i tortellini. Naturalmente la bont\u00e0 del ripieno dipende dalla qualit\u00e0 delle materie prime impiegate. Per gustare un buon tortellino \u00e8 indispensabile disporre di un ottimo brodo. Fonte: Confraternita del tortellino<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":6161,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[796],"tags":[925,854,926,924,830],"class_list":["post-6159","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ricette-2","tag-bologna","tag-emilia","tag-emily","tag-home-made-pasta","tag-pasta-fatta-in-casa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6159","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6159"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6159\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6161"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6159"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6159"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6159"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}