{"id":6255,"date":"2016-01-15T07:47:13","date_gmt":"2016-01-15T06:47:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.albacio.it\/?p=6255"},"modified":"2016-01-15T07:47:13","modified_gmt":"2016-01-15T06:47:13","slug":"migliaccio-napoletano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/migliaccio-napoletano\/","title":{"rendered":"Migliaccio napoletano"},"content":{"rendered":"<p>Il\u00a0 Migliaccio napoletano \u00e8 il\u00a0dolce delle feste di\u00a0fine inverno. Un po\u2019 carnevalesco, un po\u2019 pasquale.\u00a0Morbido, fresco, leggermente zuccherato e\u00a0dagli ingredienti poveri con un profumo prelibato\u00a0da abbinare a un vino liquoroso, piace per il suo sapore particolare, delicato\u00a0e fortemente aromatico. E\u2019\u00a0un dolce piuttosto calorico, ma\u00a0anche una delizia per i palati pi\u00f9\u00a0esigenti. Deriva il suo\u00a0nome dal miglio, farina un tempo\u00a0utilizzata per preparare numerose\u00a0pietanze. La sua presenza alle falde\u00a0del Vesuvio risale agli anni del\u00a0Medioevo: nell\u2019XI secolo, infatti,\u00a0con il termine miliaccium si era soliti indicare\u00a0una specie di \u201cpane di miglio\u201d. Diffuso anche in Toscana (dove veniva\u00a0preparato con un impasto di sangue di maiale\u00a0e farina), le sue origini risalgono ai tempi dell\u2019antica\u00a0Roma, quando si preparavano gustose\u00a0focacce a base di miglio etichettate miliaceus.<br \/>\nIn\u00a0Campania il Migliaccio \u00e8 molto diffuso, soprattutto\u00a0in Costiera Sorrentina e nel Napoletano. Presenta molte varianti come l\u2019aggiunta di ricotta\u00a0di pecora (o di bufala) e liquori all\u2019impasto,\u00a0tipo l\u2019anice (in alternativa Rhum o Strega). Ma\u00a0anche di acqua al posto del latte, come accade,\u00a0ad esempio, in alcuni paesi della Penisola dove\u00a0non \u00e8 raro trovare versioni differenti del gustoso\u00a0piatto preparato con cedro candito e mandorle. Il\u00a0Migliaccio \u00e8 molto semplice da preparare in casa.\u00a0Vediamo come nella ricetta pi\u00f9 diffusa.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Fetta-di-migliaccio-nel-piatto.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-6256\" alt=\"Fetta-di-migliaccio-nel-piatto\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Fetta-di-migliaccio-nel-piatto-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Fetta-di-migliaccio-nel-piatto-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Fetta-di-migliaccio-nel-piatto-1024x680.jpg 1024w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Fetta-di-migliaccio-nel-piatto.jpg 1143w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n&#8211; 250 gr di semola<br \/>\n&#8211; 1 litro di latte<br \/>\n&#8211; 300\/350 gr di zucchero<br \/>\n&#8211; 500 gr di ricotta cremosa<br \/>\n&#8211; 2 bustine di vanillina<br \/>\n&#8211; 1 fialetta di fiori d\u2019arancio\u00a0(o scorze di limone e arancia)<br \/>\n&#8211; 5 uova<br \/>\n&#8211; 30 gr di burro<br \/>\n&#8211; un pizzico di sale<\/p>\n<p>Mettere il latte, il burro e il sale in\u00a0una pentola e fare scaldare.\u00a0Appena accenna a bollire,\u00a0unire a pioggia il semolino e,\u00a0sempre mescolando con un\u00a0cucchiaio di legno, lasciare\u00a0cuocere per qualche minuto.\u00a0Appena l\u2019impasto comincia ad addensarsi, spegnere e far\u00a0raffreddare continuando a\u00a0mescolare. In una ciotola a parte, mettere la\u00a0ricotta con met\u00e0 dello zucchero e lavoratela a\u00a0crema con una frusta. In un\u2019altra ciotola mettere\u00a0le uova con il resto dello zucchero e sbattere\u00a0con una forchetta, unendovi la bustina di\u00a0vanillina e la fialetta di fiori d\u2019arancio (oppure\u00a0la scorza di limone e quella d\u2019arancia).\u00a0Aggiungere la ricotta e mescolare bene il tutto.<br \/>\nCon un mestolo versare il composto un po\u2019 alla\u00a0volta nel semolino raffreddato mescolando\u00a0accuratamente. A questo\u00a0punto versare l\u2019impasto in una teglia antiaderente\u00a0(imburrata e infarinata) e infornare in\u00a0forno preriscaldato a 180\u00b0\/200\u00b0 per 45-50\u00a0minuti circa, fino a che il dolce diventa bello\u00a0dorato in superficie. Togliete il Migliaccio dal\u00a0forno e lasciatelo raffreddare, poi toglietelo\u00a0dalla teglia, spolverare con zucchero a velo e\u00a0servire a tavola.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il\u00a0 Migliaccio napoletano \u00e8 il\u00a0dolce delle feste di\u00a0fine inverno. Un po\u2019 carnevalesco, un po\u2019 pasquale.\u00a0Morbido, fresco, leggermente zuccherato e\u00a0dagli ingredienti poveri con un profumo prelibato\u00a0da abbinare a un vino liquoroso, piace per il suo sapore particolare, delicato\u00a0e fortemente aromatico. E\u2019\u00a0un dolce piuttosto calorico, ma\u00a0anche una delizia per i palati pi\u00f9\u00a0esigenti. Deriva il suo\u00a0nome dal miglio, farina un tempo\u00a0utilizzata per preparare numerose\u00a0pietanze. La sua presenza alle falde\u00a0del Vesuvio risale agli anni del\u00a0Medioevo: nell\u2019XI secolo, infatti,\u00a0con il termine miliaccium si era soliti indicare\u00a0una specie di \u201cpane di miglio\u201d. Diffuso anche in Toscana (dove veniva\u00a0preparato con un impasto di sangue di maiale\u00a0e farina), le sue origini risalgono ai tempi dell\u2019antica\u00a0Roma, quando si preparavano gustose\u00a0focacce a base di miglio etichettate miliaceus. In\u00a0Campania il Migliaccio \u00e8 molto diffuso, soprattutto\u00a0in Costiera Sorrentina e nel Napoletano. Presenta molte varianti come l\u2019aggiunta di ricotta\u00a0di pecora (o di bufala) e liquori all\u2019impasto,\u00a0tipo l\u2019anice (in alternativa Rhum o Strega). Ma\u00a0anche di acqua al posto del latte, come accade,\u00a0ad esempio, in alcuni paesi della Penisola dove\u00a0non \u00e8 raro trovare versioni differenti del gustoso\u00a0piatto preparato con cedro candito e mandorle. Il\u00a0Migliaccio \u00e8 molto semplice da preparare in casa.\u00a0Vediamo come nella ricetta pi\u00f9 diffusa. &#8211; 250 gr di semola &#8211; 1 litro di latte &#8211; 300\/350 gr di zucchero &#8211; 500 gr di ricotta cremosa &#8211; 2 bustine di vanillina &#8211; 1 fialetta di fiori d\u2019arancio\u00a0(o scorze di limone e arancia) &#8211; 5 uova &#8211; 30 gr di burro &#8211; un pizzico di sale Mettere il latte, il burro e il sale in\u00a0una pentola e fare scaldare.\u00a0Appena accenna a bollire,\u00a0unire a pioggia il semolino e,\u00a0sempre mescolando con un\u00a0cucchiaio di legno, lasciare\u00a0cuocere per qualche minuto.\u00a0Appena l\u2019impasto comincia ad addensarsi, spegnere e far\u00a0raffreddare continuando a\u00a0mescolare. In una ciotola a parte, mettere la\u00a0ricotta con met\u00e0 dello zucchero e lavoratela a\u00a0crema con una frusta. In un\u2019altra ciotola mettere\u00a0le uova con il resto dello zucchero e sbattere\u00a0con una forchetta, unendovi la bustina di\u00a0vanillina e la fialetta di fiori d\u2019arancio (oppure\u00a0la scorza di limone e quella d\u2019arancia).\u00a0Aggiungere la ricotta e mescolare bene il tutto. Con un mestolo versare il composto un po\u2019 alla\u00a0volta nel semolino raffreddato mescolando\u00a0accuratamente. A questo\u00a0punto versare l\u2019impasto in una teglia antiaderente\u00a0(imburrata e infarinata) e infornare in\u00a0forno preriscaldato a 180\u00b0\/200\u00b0 per 45-50\u00a0minuti circa, fino a che il dolce diventa bello\u00a0dorato in superficie. Togliete il Migliaccio dal\u00a0forno e lasciatelo raffreddare, poi toglietelo\u00a0dalla teglia, spolverare con zucchero a velo e\u00a0servire a tavola.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":6257,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[796],"tags":[921,839,953,902],"class_list":["post-6255","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ricette-2","tag-cakes","tag-dolci","tag-napoli","tag-sweets"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6255","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6255"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6255\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6257"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6255"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6255"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6255"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}