{"id":6259,"date":"2016-01-16T02:29:06","date_gmt":"2016-01-16T01:29:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.albacio.it\/?p=6259"},"modified":"2016-01-16T02:29:08","modified_gmt":"2016-01-16T01:29:08","slug":"tutti-i-segreti-delle-fave-di-carpino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/tutti-i-segreti-delle-fave-di-carpino\/","title":{"rendered":"Tutti i segreti delle fave di Carpino"},"content":{"rendered":"<p>Chiss\u00e0 se Nicola Ortore, 74 anni, e Michele Cannarozzi, agricoltore 41enne, si immaginavano che le fave che coltivavano nel Gargano, un giorno, sarebbero finite nello spazio. Con Samantha Cristoforetti, la nostra astronauta che, assieme a Luca Parmitano, ha cambiato radicalmente l\u2019alimentazione degli astronauti, portando le primizie della cucina italiana anche lass\u00f9. Immaginiamo con quali sobbalzi gravitazionali dei loro compagni americani o russi. Ma le fave di Carpino sono qui, sulla terra, e con propriet\u00e0 nutrizionali davvero da primato: ridotto valore calorico, elevato contenuto di proteine, carboidrati, vitamine, sali minerali e fibre (presenti soprattutto nella buccia). E con un gusto davvero sopraffino. Merito della buccia sottile \u2013 che di solito, al contrario, \u00e8 un po\u2019 il punto debole di tutte le fave \u2013 molto friabile, e della polpa dal gusto intenso. Con un elevato contenuto di sali minerali e antiossidanti, in particolare dopamina, sostanza che svolge un ruolo importantissimo sul sistema nervoso e nella terapia del morbo di Parkinson.<\/p>\n<p>Tra paglia e cavalli<br \/>\n<div id=\"attachment_6261\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/PESATURA-FAVE-.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6261\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/PESATURA-FAVE--300x168.jpg\" alt=\"pesatura fave - weighing broad beans\" width=\"300\" height=\"168\" class=\"size-medium wp-image-6261\" srcset=\"https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/PESATURA-FAVE--300x168.jpg 300w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/PESATURA-FAVE--310x174.jpg 310w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/PESATURA-FAVE-.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6261\" class=\"wp-caption-text\">pesatura fave &#8211; weighing broad beans<\/p><\/div><br \/>\nE dire che la fava di Carpino, negli anni \u201990, stava letteralmente scomparendo. Questo legume di dimensioni medio-piccole, presidio Slow food, si produce infatti nell\u2019omonimo paesino garganico, in provincia diFoggia, su un terreno argilloso e calcareo e un microclima del tutto particolare. Si produce in rotazione con il grano duro, le barbabietole da zucchero, i pomodori e i lupini. La semina avviene nei mesi di ottobre e novembre: non vengono utilizzati concimi, in quanto la fava arricchisce il terreno di azoto. Quando le piante sono ingiallite, a giugno, si falciano a mano e si legano in covoni detti \u201cmanocchi\u201d che si lasciano seccare sul campo. Nel mese di luglio, quando i manocchi, sono ben secchi, dopo aver eliminato la paglia si passa alla fase della pesa. Con tradizionali forche di legno, si separano le fave dalla paglia. Per eliminare le particelle pi\u00f9 piccole si sollevano con pale di legno e si gettano in aria. Un tempo questo prodotto era ottenuto facendo seccare i baccelli al sole e sgranati facendoci passare sopra un cavallo.<\/p>\n<p>Serbatoio storico<br \/>\n<div id=\"attachment_6262\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/zucca-fave-carpino.jpg\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6262\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/zucca-fave-carpino-300x225.jpg\" alt=\"zuppa di cicoria, zucca, fave - chicory, pumpkin, broad beans soup\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-6262\" srcset=\"https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/zucca-fave-carpino-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/zucca-fave-carpino-80x60.jpg 80w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/zucca-fave-carpino.jpg 408w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6262\" class=\"wp-caption-text\">zuppa di cicoria, zucca, fave &#8211; chicory, pumpkin, broad beans soup<\/p><\/div><br \/>\nLe ricerche storiche hanno confermato che il Gargano \u00e8 da sempre considerato uno dei territori maggiormente vocati alla produzione delle fave. Assieme ad altri legumi come i ceci, i fagioli e le cicerchie, costituirono a lungo la principale fonte di proteine per i contadini. Fino alla fine dell\u2019800, quando il prezzo delle fave cominci\u00f2 a salire e, sul tavolo dei contadini garganici, le fave verranno pian piano sostituite dalle patate. La produzione, per\u00f2, all\u2019inizio del XX secolo si attestava nel Gargano sui 40mila quintali (9mila solo a Carpino), a fronte dei 150mila quintali di patate. La produzione era ancora notevole negli anni \u201960, quando da Carpino partivano fave fresche e secche per tutta la Puglia. Poi, la decadenza, lenta e inesorabile a causa della sua scarsa produttivit\u00e0. Negli anni \u201990, a coltivarle, erano rimasti sono Nicola Ortore e Antonio Cannarozzi, su una superficie di 3-4 ettari. Poi, riscoperte e apprezzate, le fave di Carpino possono contare oggi su una piccola produzione di qualit\u00e0, che si sviluppa su 10 ettari di terreno e si attesta su una media annuale di 300 quintali.<br \/>\n<div id=\"attachment_6263\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/polporosita.jpg\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6263\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/polporosita-300x300.jpg\" alt=\"polpo su crema di fave - octopus on braod beans puree\" width=\"300\" height=\"300\" class=\"size-medium wp-image-6263\" srcset=\"https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/polporosita-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/polporosita-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/polporosita-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/polporosita-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/polporosita.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6263\" class=\"wp-caption-text\">polpo su crema di fave &#8211; octopus on braod beans puree<\/p><\/div><br \/>\nLa zuppa semplice<\/p>\n<p>Ma quali sono le ricette che si possono realizzare grazie alla fave di Carpino? Il punto di partenza \u00e8 la tradizionale zuppa di fave, preparata mettendo in ammollo le fave secche per 12 ore e facendole cuocere in padella con un soffritto di cipolle per 5-6 minuti. Dopodich\u00e9 si aggiunge abbondante acqua e si lascia cuocere per 2 ore, condendo alla fine con sale, origano e olio extravergine d\u2019oliva.<\/p>\n<p>Cicoria, zucca e patate<\/p>\n<p>Tutte da gustare le fave di Carpino e cicoriette di campo, da bollire a parte in eguale misura e poi da aggiungere alla cipolla soffritta in padella, anche qui con sale e olio extravergine d\u2019oliva come tocco finale. Da gustare anche la zuppa di Carpino, a base di fave, patate e zucca, con i tre elementi da bollire in un\u2019unica pentola e con aggiunta d\u2019olio a crudo finale.<\/p>\n<p>Con la pasta<br \/>\n<div id=\"attachment_6264\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/tagliatelle-con-murici-e-fave-di-carpino.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6264\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/tagliatelle-con-murici-e-fave-di-carpino-300x225.jpg\" alt=\"tagliatelle con murici e fave - tagliatelle with murex and broad beans\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-6264\" srcset=\"https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/tagliatelle-con-murici-e-fave-di-carpino-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/tagliatelle-con-murici-e-fave-di-carpino-80x60.jpg 80w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/tagliatelle-con-murici-e-fave-di-carpino.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6264\" class=\"wp-caption-text\">tagliatelle con murici e fave &#8211; tagliatelle with murex and broad beans<\/p><\/div><br \/>\nMa ci si pu\u00f2 lanciare anche in ricette pi\u00f9 elaborate e altrettanto genuine. Mettendo le fave di Carpino nella pasta, ad esempio. Un esempio? I pici senesi con crema di broccoletti, fave di Carpino, guanciale croccante e parmigiano. Oppure le linguine con asparagi, pancetta e fave di Carpino. Ma Gargano vuol dire anche mare, e allora perch\u00e9 non provare anche le tagliatelle con murici (molluschi) e crema di fave di Carpino? Oppure il polpo su purea di fave di Carpino?<\/p>\n<p>Fonte: lacucinaitaliana.it<br \/>\n<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiss\u00e0 se Nicola Ortore, 74 anni, e Michele Cannarozzi, agricoltore 41enne, si immaginavano che le fave che coltivavano nel Gargano, un giorno, sarebbero finite nello spazio. Con Samantha Cristoforetti, la nostra astronauta che, assieme a Luca Parmitano, ha cambiato radicalmente l\u2019alimentazione degli astronauti, portando le primizie della cucina italiana anche lass\u00f9. Immaginiamo con quali sobbalzi gravitazionali dei loro compagni americani o russi. Ma le fave di Carpino sono qui, sulla terra, e con propriet\u00e0 nutrizionali davvero da primato: ridotto valore calorico, elevato contenuto di proteine, carboidrati, vitamine, sali minerali e fibre (presenti soprattutto nella buccia). E con un gusto davvero sopraffino. Merito della buccia sottile \u2013 che di solito, al contrario, \u00e8 un po\u2019 il punto debole di tutte le fave \u2013 molto friabile, e della polpa dal gusto intenso. Con un elevato contenuto di sali minerali e antiossidanti, in particolare dopamina, sostanza che svolge un ruolo importantissimo sul sistema nervoso e nella terapia del morbo di Parkinson. Tra paglia e cavalli pesatura fave &#8211; weighing broad beans E dire che la fava di Carpino, negli anni \u201990, stava letteralmente scomparendo. Questo legume di dimensioni medio-piccole, presidio Slow food, si produce infatti nell\u2019omonimo paesino garganico, in provincia diFoggia, su un terreno argilloso e calcareo e un microclima del tutto particolare. Si produce in rotazione con il grano duro, le barbabietole da zucchero, i pomodori e i lupini. La semina avviene nei mesi di ottobre e novembre: non vengono utilizzati concimi, in quanto la fava arricchisce il terreno di azoto. Quando le piante sono ingiallite, a giugno, si falciano a mano e si legano in covoni detti \u201cmanocchi\u201d che si lasciano seccare sul campo. Nel mese di luglio, quando i manocchi, sono ben secchi, dopo aver eliminato la paglia si passa alla fase della pesa. Con tradizionali forche di legno, si separano le fave dalla paglia. Per eliminare le particelle pi\u00f9 piccole si sollevano con pale di legno e si gettano in aria. Un tempo questo prodotto era ottenuto facendo seccare i baccelli al sole e sgranati facendoci passare sopra un cavallo. Serbatoio storico zuppa di cicoria, zucca, fave &#8211; chicory, pumpkin, broad beans soup Le ricerche storiche hanno confermato che il Gargano \u00e8 da sempre considerato uno dei territori maggiormente vocati alla produzione delle fave. Assieme ad altri legumi come i ceci, i fagioli e le cicerchie, costituirono a lungo la principale fonte di proteine per i contadini. Fino alla fine dell\u2019800, quando il prezzo delle fave cominci\u00f2 a salire e, sul tavolo dei contadini garganici, le fave verranno pian piano sostituite dalle patate. La produzione, per\u00f2, all\u2019inizio del XX secolo si attestava nel Gargano sui 40mila quintali (9mila solo a Carpino), a fronte dei 150mila quintali di patate. La produzione era ancora notevole negli anni \u201960, quando da Carpino partivano fave fresche e secche per tutta la Puglia. Poi, la decadenza, lenta e inesorabile a causa della sua scarsa produttivit\u00e0. Negli anni \u201990, a coltivarle, erano rimasti sono Nicola Ortore e Antonio Cannarozzi, su una superficie di 3-4 ettari. Poi, riscoperte e apprezzate, le fave di Carpino possono contare oggi su una piccola produzione di qualit\u00e0, che si sviluppa su 10 ettari di terreno e si attesta su una media annuale di 300 quintali. polpo su crema di fave &#8211; octopus on braod beans puree La zuppa semplice Ma quali sono le ricette che si possono realizzare grazie alla fave di Carpino? Il punto di partenza \u00e8 la tradizionale zuppa di fave, preparata mettendo in ammollo le fave secche per 12 ore e facendole cuocere in padella con un soffritto di cipolle per 5-6 minuti. Dopodich\u00e9 si aggiunge abbondante acqua e si lascia cuocere per 2 ore, condendo alla fine con sale, origano e olio extravergine d\u2019oliva. Cicoria, zucca e patate Tutte da gustare le fave di Carpino e cicoriette di campo, da bollire a parte in eguale misura e poi da aggiungere alla cipolla soffritta in padella, anche qui con sale e olio extravergine d\u2019oliva come tocco finale. Da gustare anche la zuppa di Carpino, a base di fave, patate e zucca, con i tre elementi da bollire in un\u2019unica pentola e con aggiunta d\u2019olio a crudo finale. Con la pasta tagliatelle con murici e fave &#8211; tagliatelle with murex and broad beans Ma ci si pu\u00f2 lanciare anche in ricette pi\u00f9 elaborate e altrettanto genuine. Mettendo le fave di Carpino nella pasta, ad esempio. Un esempio? I pici senesi con crema di broccoletti, fave di Carpino, guanciale croccante e parmigiano. Oppure le linguine con asparagi, pancetta e fave di Carpino. Ma Gargano vuol dire anche mare, e allora perch\u00e9 non provare anche le tagliatelle con murici (molluschi) e crema di fave di Carpino? Oppure il polpo su purea di fave di Carpino? Fonte: lacucinaitaliana.it<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":6260,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[810],"tags":[892,891,954],"class_list":["post-6259","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","tag-legumes","tag-legumi","tag-puglia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6259","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6259"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6259\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6260"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6259"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6259"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6259"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}