{"id":6398,"date":"2016-01-22T04:56:30","date_gmt":"2016-01-22T03:56:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.albacio.it\/?p=6398"},"modified":"2016-01-22T04:56:30","modified_gmt":"2016-01-22T03:56:30","slug":"marinetta-la-vera-focaccia-genovese-dal-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/marinetta-la-vera-focaccia-genovese-dal-1946\/","title":{"rendered":"Marinetta: la vera focaccia genovese dal 1946"},"content":{"rendered":"<p>A Genova Voltri si sforna una focaccia sottile, unta e buonissima amata da Fabrizio de Andr\u00e8, Gino Paoli, Tettamanzi e Renzo Piano. Ecco perch\u00e9 mettersi in fila con 50 centesimi (e la loro ricetta).<\/p>\n<p>In coda da Marinetta entrano anziani in ciabatte, signore con i carrelli della spesa e distinti signori in giacca e cravatta che allungano con un sorriso la mano in cassa lasciando cadere una moneta: \u201cUn 50 di focaccia\u201d, ed escono con un pacchetto di carta oleata ancora caldo e profumato.<br \/>\nA Genova c\u2019\u00e8 ancora qualcosa di buono che si compra con pochi centesimi, che lascia la scia per la strada e che si spera non si tramuti mai in quelle boutique del pane tanto amate a Milano.<br \/>\n <a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/focaccia.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/focaccia-300x224.jpg\" alt=\"focaccia\" width=\"300\" height=\"224\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6399\" srcset=\"https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/focaccia-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/focaccia-80x60.jpg 80w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/focaccia.jpg 707w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nMarinetta dal 1946<\/p>\n<p>Tappa obbligata di un viaggio a Genova \u00e8 senza dubbio quella in una panetteria, per addentare una fetta (anzi un striscia) di focaccia unta e umida, salata e croccante, morbida e profumata. La disfida di chi la fa pi\u00f9 buona infervora gli animi, ma su una cosa sono tutti d\u2019accordo: bisogna andare a Voltri. Qui in uno dei quartieri della bella Zena, dal 1946, ogni mattina all\u2019alba apre le porte la panetteria Marinetta \u2013 un punto di riferimento nel campo della focaccia alla genovese. La fanno classica, ossia bassa e unta(senza formaggio! Quella \u00e8 la focaccia di Recco!), con la cipolla oppure secca e costa sempre 10 \u20ac al chilo. Cara? \u00c8 talmente leggera che con 5 \u20ac ci si riempie un sacchetto intero e una teglia intera pesa circa 800 g per un metro quadro di splendore.<\/p>\n<p>Una storia al femminile<\/p>\n<p>Dietro il banco, Emanuela Demarchi sorride, lei che \u00e8 la terza generazione di una stirpe di donne che ha la focaccia nel sangue. Giornalista, con un passato di conosciuta consulente e cronista locale, ha lasciato tutto qualche anno fa per prendere le redini della panetteria di famiglia dalla madre, e per tramandare alle due figlie il segreto della focaccia perfetta. Sono sopravvissuti a tre alluvioni, due hanno distrutto i locali e una si \u00e8 portata via anche un pezzo della famiglia, e di darla vinta alle vicissitudini della vita proprio non ne aveva voglia. Lei ha blindato tutto con porte da sommergibile e continua a sfornare, portando avanti la tradizione di famiglia. Il nome Marinetta questa bottega lo deve alla nonna, il padre Cesare \u00e8 ancora l\u00ec che impasta, a ottant\u2019anni e la madre fa da censore nelle sue visite per assaggiare il prodotto.<br \/>\nNon servono strategie di comunicazione e comunicati qui da Marinetta perch\u00e9 la focaccia parla da sola, i clienti si affollano in negozio e a far da testimonial c\u2019\u00e8 una lista di VIP che nessuno potrebbe mai ingaggiare a pagamento: Fabrizio de Andr\u00e8, Gino Paoli, lo studio di Renzo Piano, ma anche l\u2019allora arcivescovo Tettamanzi, il presidente Pertini e, si dice, venisse qui persino l\u2019autista di Agnelli per portare a Torino il prezioso carboidrato. Tutti si ricordano persino di un tizio che abitava negli Stati Uniti e che per portare a casa la focaccia si era comprato persino una valigia apposta, da riempire al ritorno. E posso dire che infilata in un sacchetto, trasportata in treno fino a Milano, congelata e scongelata in padella, non perde il suo sapore magico.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/focaccia-1.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/focaccia-1-300x224.jpg\" alt=\"focaccia 1\" width=\"300\" height=\"224\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6400\" srcset=\"https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/focaccia-1-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/focaccia-1-80x60.jpg 80w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/focaccia-1.jpg 707w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nLa ricetta<\/p>\n<p>Per produrla serve un forno ad alte temperature, che a casa nessuno possiede, ma la ricetta non \u00e8 segreta e la raccontano volentieri, certi di non temere imitazioni.<br \/>\nLa versione con cipolla, magistrale, si digerisce benissimo. Merito delle cipolle? Normalissime cipolle bianche nuove, rispondono, ma con met\u00e0 di cipollotti, che rendono il tutto pi\u00f9 dolce. Da mangiare senza piegarla a panino per sentire subito il sapore di cipolla.<\/p>\n<p> Per una teglia di focaccia 100*70 cm (o due grandi come una placca da forno)<br \/>\n1 kg di farina bianca 00<br \/>\n25 g di sale<br \/>\n400 ml di acqua<br \/>\n1 etto di olio extravergine di oliva<br \/>\n10 g di estratto di malto<br \/>\n50 g di lievito di birra in panetto<br \/>\nSciogliere il lievito nell\u2019acqua intiepidita, aggiungere il malto e poi impastare con la farina e lasciare riposare un quarto d\u2019ora. Tirare l\u2019impasto con il mattarello e adagiarla nella teglia. Lasciarla riposare per un\u2019altro quarto d\u2019ora.<br \/>\nAffondare le dita per formare dei crateri sulla sperfice, cospargere di sale, poi lasciar lievitare ancora per circa un\u2019ora, in un luogo tiepido, non ventoso e umido.<br \/>\nMiscelare l\u2019olio con 100 ml di acqua e distribuirlo sulla superficie della focaccia, lasciando che si fermi nei crateri fatti con le dita.<br \/>\nInfornare per 6 minuti a 290\u00b0.<\/p>\n<p>Fonte: lacucinaitaliana.it<br \/>\n<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Genova Voltri si sforna una focaccia sottile, unta e buonissima amata da Fabrizio de Andr\u00e8, Gino Paoli, Tettamanzi e Renzo Piano. Ecco perch\u00e9 mettersi in fila con 50 centesimi (e la loro ricetta). In coda da Marinetta entrano anziani in ciabatte, signore con i carrelli della spesa e distinti signori in giacca e cravatta che allungano con un sorriso la mano in cassa lasciando cadere una moneta: \u201cUn 50 di focaccia\u201d, ed escono con un pacchetto di carta oleata ancora caldo e profumato. A Genova c\u2019\u00e8 ancora qualcosa di buono che si compra con pochi centesimi, che lascia la scia per la strada e che si spera non si tramuti mai in quelle boutique del pane tanto amate a Milano. Marinetta dal 1946 Tappa obbligata di un viaggio a Genova \u00e8 senza dubbio quella in una panetteria, per addentare una fetta (anzi un striscia) di focaccia unta e umida, salata e croccante, morbida e profumata. La disfida di chi la fa pi\u00f9 buona infervora gli animi, ma su una cosa sono tutti d\u2019accordo: bisogna andare a Voltri. Qui in uno dei quartieri della bella Zena, dal 1946, ogni mattina all\u2019alba apre le porte la panetteria Marinetta \u2013 un punto di riferimento nel campo della focaccia alla genovese. La fanno classica, ossia bassa e unta(senza formaggio! Quella \u00e8 la focaccia di Recco!), con la cipolla oppure secca e costa sempre 10 \u20ac al chilo. Cara? \u00c8 talmente leggera che con 5 \u20ac ci si riempie un sacchetto intero e una teglia intera pesa circa 800 g per un metro quadro di splendore. Una storia al femminile Dietro il banco, Emanuela Demarchi sorride, lei che \u00e8 la terza generazione di una stirpe di donne che ha la focaccia nel sangue. Giornalista, con un passato di conosciuta consulente e cronista locale, ha lasciato tutto qualche anno fa per prendere le redini della panetteria di famiglia dalla madre, e per tramandare alle due figlie il segreto della focaccia perfetta. Sono sopravvissuti a tre alluvioni, due hanno distrutto i locali e una si \u00e8 portata via anche un pezzo della famiglia, e di darla vinta alle vicissitudini della vita proprio non ne aveva voglia. Lei ha blindato tutto con porte da sommergibile e continua a sfornare, portando avanti la tradizione di famiglia. Il nome Marinetta questa bottega lo deve alla nonna, il padre Cesare \u00e8 ancora l\u00ec che impasta, a ottant\u2019anni e la madre fa da censore nelle sue visite per assaggiare il prodotto. Non servono strategie di comunicazione e comunicati qui da Marinetta perch\u00e9 la focaccia parla da sola, i clienti si affollano in negozio e a far da testimonial c\u2019\u00e8 una lista di VIP che nessuno potrebbe mai ingaggiare a pagamento: Fabrizio de Andr\u00e8, Gino Paoli, lo studio di Renzo Piano, ma anche l\u2019allora arcivescovo Tettamanzi, il presidente Pertini e, si dice, venisse qui persino l\u2019autista di Agnelli per portare a Torino il prezioso carboidrato. Tutti si ricordano persino di un tizio che abitava negli Stati Uniti e che per portare a casa la focaccia si era comprato persino una valigia apposta, da riempire al ritorno. E posso dire che infilata in un sacchetto, trasportata in treno fino a Milano, congelata e scongelata in padella, non perde il suo sapore magico. La ricetta Per produrla serve un forno ad alte temperature, che a casa nessuno possiede, ma la ricetta non \u00e8 segreta e la raccontano volentieri, certi di non temere imitazioni. La versione con cipolla, magistrale, si digerisce benissimo. Merito delle cipolle? Normalissime cipolle bianche nuove, rispondono, ma con met\u00e0 di cipollotti, che rendono il tutto pi\u00f9 dolce. Da mangiare senza piegarla a panino per sentire subito il sapore di cipolla. Per una teglia di focaccia 100*70 cm (o due grandi come una placca da forno) 1 kg di farina bianca 00 25 g di sale 400 ml di acqua 1 etto di olio extravergine di oliva 10 g di estratto di malto 50 g di lievito di birra in panetto Sciogliere il lievito nell\u2019acqua intiepidita, aggiungere il malto e poi impastare con la farina e lasciare riposare un quarto d\u2019ora. Tirare l\u2019impasto con il mattarello e adagiarla nella teglia. Lasciarla riposare per un\u2019altro quarto d\u2019ora. Affondare le dita per formare dei crateri sulla sperfice, cospargere di sale, poi lasciar lievitare ancora per circa un\u2019ora, in un luogo tiepido, non ventoso e umido. Miscelare l\u2019olio con 100 ml di acqua e distribuirlo sulla superficie della focaccia, lasciando che si fermi nei crateri fatti con le dita. Infornare per 6 minuti a 290\u00b0. Fonte: lacucinaitaliana.it<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":6402,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[796],"tags":[986,947],"class_list":["post-6398","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ricette-2","tag-focaccia","tag-genova"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6398","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6398"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6398\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6402"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6398"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6398"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6398"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}