{"id":6445,"date":"2016-01-29T03:35:00","date_gmt":"2016-01-29T02:35:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.albacio.it\/?p=6445"},"modified":"2016-01-29T03:35:00","modified_gmt":"2016-01-29T02:35:00","slug":"la-michetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/la-michetta\/","title":{"rendered":"La Michetta"},"content":{"rendered":"<p>La Michetta \u00e8 il dolce tipico di Dolceacqua e lo si pu\u00f2 trovare tutti i giorni pressoch\u00e9 in tutti i negozi di alimentari del paese, impastato e cotto secondo diverse filosofie di pensiero culinario.<\/p>\n<div id=\"attachment_6446\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/dolceacqua-1.jpg\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6446\" class=\"size-medium wp-image-6446\" alt=\"Dolceacqua\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/dolceacqua-1-300x143.jpg\" width=\"300\" height=\"143\" srcset=\"https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/dolceacqua-1-300x143.jpg 300w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/dolceacqua-1.jpg 780w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6446\" class=\"wp-caption-text\">Dolceacqua<\/p><\/div>\n<p>Dal 2008 la Michetta \u00e8 protetta dalla Denominazione Comunale di Origine, con l&#8217;obiettivo di salvaguardare le peculiarit\u00e0 produttive e organolettiche di questo antico prodotto, che costituisce un patrimonio di valore economico e culturale di Dolceacqua<\/p>\n<p>La storia della Michetta<\/p>\n<p>La storia narra che nel 1300, il Paese era governato dal Marchese Imperiale Doria, crudele Marchese che reintrodusse l&#8217;uso dello &#8220;Jus Primae Noctis&#8221; secondo il quale la novella sposa doveva giacere, la sua prima notte di nozze, con il duca o il barone del paese<br \/>\nLucrezia era una bellissima fanciulla di diciannove anni sulla quale il Marchese aveva posto molte delle sue attenzione. Fidanzata ad un ragazzo del Paese di nome Basso, decisero di sposarsi in segreto per sfuggire al barbaro editto, ma durante i festeggiamenti le Guardie del Marchese fecero irruzione nella casa degli sposi e rapirono Lucrezia per portarla nel Castello.<\/p>\n<div id=\"attachment_6447\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/dolceacqua-2.jpg\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6447\" class=\"size-medium wp-image-6447\" alt=\"il castello - the castle\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/dolceacqua-2-300x143.jpg\" width=\"300\" height=\"143\" srcset=\"https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/dolceacqua-2-300x143.jpg 300w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/dolceacqua-2.jpg 780w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6447\" class=\"wp-caption-text\">il castello &#8211; the castle<\/p><\/div>\n<p>Trascinata contro il suo volere nell&#8217;alcova del Tiranno, la giovane si rifiut\u00f2 con tutte le sue forze di pagare l&#8217;odioso tributo. Sfuggendogli tento di buttarsi dalla finestra dall&#8217;ultimo piano della torre rotonda.<br \/>\nDavanti a tale resistenza al suo volere, il Marchese, in preda alla rabbia, la fece rinchiudere nelle buie ed umide segrete del Castello, pensando di piegare nei giorni successivi la ragazza alla Sua volont\u00e0.<br \/>\nLucrezia, malgrado il duro trattamento non cambio la sua decisione e si lasci\u00f2 morire di fame e di sete.<br \/>\nVenuta a conoscenza della tragica notizia la gente del Paese, capeggiata da Basso, medit\u00f2 vendetta.<br \/>\nIl giovane marito, pazzo di dolore, decise di compiere di entrare nel castello con uno stratagemma.<br \/>\nNascostosi in un fascio di fieno, caricato sulla schiena di un mulo a notte fonda riusc\u00ec a raggiungere le scuderie del Marchese. Con la complicit\u00e0 di una guardia raggiunse la stanza del Marchese ed armato di solo un pugnale che gli punt\u00f2 alla gola, gli ordin\u00f2 di promulgare un editto per abolire l&#8217;editto dello &#8220;Jus Primae Noctis&#8221;.<br \/>\nIl documento fu scritto in latino e quindi venne portato dai canonici della collegiata di San Giorgio per farlo tradurre in dialetto e messo poi all&#8217;albo pretorio a fianco del testo originale.<br \/>\nQuesto evento avvenne durante la notte e l&#8217;indomani era il 15 Agosto, giorno per il paese di sfrenata euforia unita alla tristezza per la morte della bella Lucrezia il cui fantasma si dice aleggi ancora tra i muri dell&#8217;antico Castello.<br \/>\nLe donne del Paese volendo ricordare una cos\u00ec grande vittoria ed il sacrifico di Lucrezia, decisero di creare un dolce a ricordo degli avvenimenti.<br \/>\nImpastando la farina con uova, zucchero ed olio crearono varie forme , sicch\u00e8 una di loro, la pi\u00f9 smaliziata individu\u00f2 in una delle sagome di pasta un&#8217;evidente allusione al sesso femminile ed esclam\u00f2: &lt;&lt; Sach\u00ec le che che ghe va (questa \u00e8 quella che ci vuole), la chiameremo &#8220;michetta&#8221;&gt;&gt;<br \/>\nPreparato l&#8217;impasto e cotte si precipitarono in piazza gridando :&lt;&lt; Omi, au, a michetta a damu a chi vuremu nui (uomini, adesso la michetta la diamo a chi vogliamo noi)&gt;&gt;.<br \/>\nE cos\u00ec il 16 di agosto venne proclamato il giorno della Festa della Michetta e ancora oggi dopo 700 anni Lucrezia viene ricordata come un&#8217;eroina per il suo sacrificio liberando per sempre le donne del Paese dall&#8217;ignobile violenza, e ancora oggi i ragazzi del Paese accompagnati dalla banda musicale, dal vino Rossese di Dolceacqua e con una festa itinerante per i carugi del Paese mantengano in vita questa tradizione.<\/p>\n<p>RICETTA<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Michette-di-Dolceacqua-300x195.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Michette-di-Dolceacqua-300x195.jpg\" alt=\"Michette-di-Dolceacqua-300x195\" width=\"300\" height=\"195\" class=\"alignright size-full wp-image-6448\" \/><\/a><br \/>\nIngredienti:<br \/>\n1 kg di farina di frumento<br \/>\n60 grammi di lievito di birra<br \/>\n350 grammi di zucchero<br \/>\n250 grammi di burro<br \/>\n4 uova fresche<br \/>\n100 grammi di olio extravergine di oliva<br \/>\nla scorza grattugiata di un limone<br \/>\nacqua tiepida qb<br \/>\nun pizzico di sale qb<\/p>\n<p>Procedimento:<br \/>\nSciogliete il lievito di birra in un po\u2019 d\u2019acqua tiepida . Formate con la farina una fontana sulla spianatoia e aggiungetevi in ordine le 4 uova, l\u2019olio di oliva, tre etti di zucchero, il burro, la scorza di limone grattugiata, il sale e il lievito sciolto. Impastate a lungo, tirando molto l\u2019impasto, e lasciate lievitare almeno un\u2019ora. Modellate le michette dando alla pasta una forma ellittica, lunga circa quattro centimetri e larga due. Disponete le michette in una teglia unta d\u2019olio un po\u2019 distanti le une dalle altre, per evitare che si attacchino con la seconda lievitazione (un\u2019altra ora). Quando avranno all\u2019incirca raddoppiato il loro volume, infornatele a 180\u00b0 e lasciatele cuocere finch\u00e9 non assumeranno un colore dorato, quindi inumidite la parte superiore e cospargetela di zucchero<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Michetta \u00e8 il dolce tipico di Dolceacqua e lo si pu\u00f2 trovare tutti i giorni pressoch\u00e9 in tutti i negozi di alimentari del paese, impastato e cotto secondo diverse filosofie di pensiero culinario. Dolceacqua Dal 2008 la Michetta \u00e8 protetta dalla Denominazione Comunale di Origine, con l&#8217;obiettivo di salvaguardare le peculiarit\u00e0 produttive e organolettiche di questo antico prodotto, che costituisce un patrimonio di valore economico e culturale di Dolceacqua La storia della Michetta La storia narra che nel 1300, il Paese era governato dal Marchese Imperiale Doria, crudele Marchese che reintrodusse l&#8217;uso dello &#8220;Jus Primae Noctis&#8221; secondo il quale la novella sposa doveva giacere, la sua prima notte di nozze, con il duca o il barone del paese Lucrezia era una bellissima fanciulla di diciannove anni sulla quale il Marchese aveva posto molte delle sue attenzione. Fidanzata ad un ragazzo del Paese di nome Basso, decisero di sposarsi in segreto per sfuggire al barbaro editto, ma durante i festeggiamenti le Guardie del Marchese fecero irruzione nella casa degli sposi e rapirono Lucrezia per portarla nel Castello. il castello &#8211; the castle Trascinata contro il suo volere nell&#8217;alcova del Tiranno, la giovane si rifiut\u00f2 con tutte le sue forze di pagare l&#8217;odioso tributo. Sfuggendogli tento di buttarsi dalla finestra dall&#8217;ultimo piano della torre rotonda. Davanti a tale resistenza al suo volere, il Marchese, in preda alla rabbia, la fece rinchiudere nelle buie ed umide segrete del Castello, pensando di piegare nei giorni successivi la ragazza alla Sua volont\u00e0. Lucrezia, malgrado il duro trattamento non cambio la sua decisione e si lasci\u00f2 morire di fame e di sete. Venuta a conoscenza della tragica notizia la gente del Paese, capeggiata da Basso, medit\u00f2 vendetta. Il giovane marito, pazzo di dolore, decise di compiere di entrare nel castello con uno stratagemma. Nascostosi in un fascio di fieno, caricato sulla schiena di un mulo a notte fonda riusc\u00ec a raggiungere le scuderie del Marchese. Con la complicit\u00e0 di una guardia raggiunse la stanza del Marchese ed armato di solo un pugnale che gli punt\u00f2 alla gola, gli ordin\u00f2 di promulgare un editto per abolire l&#8217;editto dello &#8220;Jus Primae Noctis&#8221;. Il documento fu scritto in latino e quindi venne portato dai canonici della collegiata di San Giorgio per farlo tradurre in dialetto e messo poi all&#8217;albo pretorio a fianco del testo originale. Questo evento avvenne durante la notte e l&#8217;indomani era il 15 Agosto, giorno per il paese di sfrenata euforia unita alla tristezza per la morte della bella Lucrezia il cui fantasma si dice aleggi ancora tra i muri dell&#8217;antico Castello. Le donne del Paese volendo ricordare una cos\u00ec grande vittoria ed il sacrifico di Lucrezia, decisero di creare un dolce a ricordo degli avvenimenti. Impastando la farina con uova, zucchero ed olio crearono varie forme , sicch\u00e8 una di loro, la pi\u00f9 smaliziata individu\u00f2 in una delle sagome di pasta un&#8217;evidente allusione al sesso femminile ed esclam\u00f2: &lt;&lt; Sach\u00ec le che che ghe va (questa \u00e8 quella che ci vuole), la chiameremo &#8220;michetta&#8221;&gt;&gt; Preparato l&#8217;impasto e cotte si precipitarono in piazza gridando :&lt;&lt; Omi, au, a michetta a damu a chi vuremu nui (uomini, adesso la michetta la diamo a chi vogliamo noi)&gt;&gt;. E cos\u00ec il 16 di agosto venne proclamato il giorno della Festa della Michetta e ancora oggi dopo 700 anni Lucrezia viene ricordata come un&#8217;eroina per il suo sacrificio liberando per sempre le donne del Paese dall&#8217;ignobile violenza, e ancora oggi i ragazzi del Paese accompagnati dalla banda musicale, dal vino Rossese di Dolceacqua e con una festa itinerante per i carugi del Paese mantengano in vita questa tradizione. RICETTA Ingredienti: 1 kg di farina di frumento 60 grammi di lievito di birra 350 grammi di zucchero 250 grammi di burro 4 uova fresche 100 grammi di olio extravergine di oliva la scorza grattugiata di un limone acqua tiepida qb un pizzico di sale qb Procedimento: Sciogliete il lievito di birra in un po\u2019 d\u2019acqua tiepida . Formate con la farina una fontana sulla spianatoia e aggiungetevi in ordine le 4 uova, l\u2019olio di oliva, tre etti di zucchero, il burro, la scorza di limone grattugiata, il sale e il lievito sciolto. Impastate a lungo, tirando molto l\u2019impasto, e lasciate lievitare almeno un\u2019ora. Modellate le michette dando alla pasta una forma ellittica, lunga circa quattro centimetri e larga due. Disponete le michette in una teglia unta d\u2019olio un po\u2019 distanti le une dalle altre, per evitare che si attacchino con la seconda lievitazione (un\u2019altra ora). 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