{"id":6564,"date":"2016-02-18T02:29:15","date_gmt":"2016-02-18T01:29:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.albacio.it\/?p=6564"},"modified":"2016-02-18T02:29:15","modified_gmt":"2016-02-18T01:29:15","slug":"i-bussolai-buranei-da-biscotti-dei-pescatori-a-dolci-di-pasqua-di-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/i-bussolai-buranei-da-biscotti-dei-pescatori-a-dolci-di-pasqua-di-venezia\/","title":{"rendered":"I bussolai buranei, da biscotti dei pescatori a dolci di Pasqua di Venezia"},"content":{"rendered":"<p>Nati per accompagnare i viaggi in mare, hanno fatto la fortuna dei pasticceri di Burano, cambiando anche forma per essere pi\u00f9 agevoli da inzuppare<\/p>\n<p>Bussolai \u00e8 il nome con sui sono pi\u00f9 conosciuti, bussol\u00e0 la pronuncia in dialetto locale e buranelli il modo alternativo di chiamarli. Sono gli storici biscotti della tradizione veneziana, fatti con i tuorli d\u2019uovo, la farina e una quantit\u00e0 industriale di burro. Si trovano in due varianti: rotondi o a forma di \u201cesse\u201d e sono considerati una specialit\u00e0 locale: la loro origine, per\u00f2, risale a parecchi secoli fa, ai tempi della Repubblica di Venezia.<\/p>\n<div id=\"attachment_6565\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/burano.jpg\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6565\" class=\"size-medium wp-image-6565\" alt=\"Burano\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/burano-300x128.jpg\" width=\"300\" height=\"128\" srcset=\"https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/burano-300x128.jpg 300w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/burano-650x276.jpg 650w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/burano.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6565\" class=\"wp-caption-text\">Burano<\/p><\/div>\n<p>Il cerchio della storia.<br \/>\nI primi bussolai erano quelli tondi, a forma di ciambella, <a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/buranei.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-6566\" alt=\"buranei\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/buranei-300x245.jpg\" width=\"300\" height=\"245\" srcset=\"https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/buranei-300x245.jpg 300w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/buranei.jpg 330w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>come conferma il loro nome, visto che \u201cbusa\u201d in dialetto veneziano vuol dire proprio \u201cbuco\u201d. Secondo quanto riportano le antiche leggende, questi biscotti venivano preparati in casa dalle mogli dei pescatori e dei marinai in grandi quantit\u00e0: quando i mariti partivano per mare, ne portavano con s\u00e9 diversi sacchi, perch\u00e9 erano molto nutrienti e soprattutto si conservavano bene, indurendosi appena con il passare del tempo. L\u2019usanza divenne cos\u00ec diffusa che tra le case colorate dell\u2019isola di Burano, qualcuno cominci\u00f2 a produrli su larga scala e a venderli. Da gallette dei marinai nelle lunghe traversate, i bussolai divennero presto un dolce consumato soprattutto nel periodo pasquale da tutti gli abitanti di Venezia. Nessuno escluso, visto che, si racconta, nel XVI secolo le Suore del Convento di San Maffio ricevettero l\u2019ordine di ridurre le spese per l\u2019acquisto dei Bussolai poich\u00e9 ne consumavano fin troppi. Troppo difficile resistere, visto che il loro convento si trovava nell\u2019isoletta di Mazzorbo, collegata da un ponte a quella di Burano, dove si concentrava al produzione di questi biscotti, che aromatizzati alla vaniglia venivano usati anche per profumare i cassetti della biancheria.<\/p>\n<p>I bussolai al giorno d\u2019oggi.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/BURANELLI-2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6567\" alt=\"BURANELLI-2\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/BURANELLI-2-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/BURANELLI-2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/BURANELLI-2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/BURANELLI-2-80x60.jpg 80w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/BURANELLI-2.jpg 1408w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Qualche secolo pi\u00f9 tardi, un famoso ristoratore di Burano chiese ad un fornaio locale di preparargli un bussolaio da offrire ai propri clienti come dessert, magari accompagnato da un bicchiere di vino dolce. Il pasticcere ci pens\u00f2 a lungo e diede vita a un nuovo biscotto, con lo stesso impasto, ma con una forma a \u201cesse\u201d che permetteva di inzupparlo comodamente, garantendogli cos\u00ec ampia fortuna anche a colazione con il latte. Al giorno d\u2019oggi i bussolai si mangiano indistintamente in tutti i periodi dell\u2019anno, anche se la tradizione pasquale sopravvive molto forte a Burano. \u00c8 abitudine delle signore dell\u2019isola infatti, durante la Settimana Santa, andare dai fornai per farsi cuocere l\u2019impasto dei biscotti che offriranno ai loro ospiti la domenica.<\/p>\n<p>Il fiore all\u2019occhiello della pasticceria veneta.<br \/>\nTra i dolci della tradizione veneta, i bussolai sono insieme alle fritole e al pan del Doge i pi\u00f9 puri, quelli cio\u00e8, che non devono la propria nascita a \u201ccontaminazioni\u201d culinarie avvenute in tempi remoti. La nobile arte della pasticceria era particolarmente apprezzata nella Repubblica di Venezia, tanto che nel 1493 nacque la corporazione degli Scaleteri, cos\u00ec chiamati dalle \u201cscalete\u201d, ciambelle dolci tipiche dei banchetti nuziali. Grazie ai possedimenti d\u2019oltremare della Serenissima e ai numerosi viaggi in Oriente dei suoi commercianti, i pasticceri veneziani entrarono presto a contatto con le tradizioni dolciarie straniere. L\u2019influenza ebraica si \u00e8 fatta sentire sui dolci a base di mandorle come le impade o quelli a base di uvetta, come gli zaeti, mentre sotto la dominazione austriaca fu il cioccolato ad invadere la laguna.<\/p>\n<p>Ingredienti<a href=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/biscotti-in-vetrina.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-6568\" alt=\"biscotti in vetrina\" src=\"http:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/biscotti-in-vetrina-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/biscotti-in-vetrina-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/biscotti-in-vetrina-1024x680.jpg 1024w, https:\/\/www.albacio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/biscotti-in-vetrina.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n\uf0a7 250 g di farina<br \/>\n\uf0a7 80 g di zucchero<br \/>\n\uf0a7 100 g di burro<br \/>\n\uf0a7 3 tuorli<br \/>\n\uf0a7 la scorza grattugiata di un limone<br \/>\n\uf0a7 aroma di vaniglia<\/p>\n<p>Procedimento<br \/>\n\uf0a7 Mescolate i tuorli con il burro fuso e lasciato raffreddare, lavorate a lungo, poi unite la farina setacciata.<br \/>\n\uf0a7 Profumate l\u2019impasto con la scorza grattugiata di un limone e la vaniglia.<br \/>\n\uf0a7 Preparate la classica palla di pasta e fate riposare in frigo per 20 minuti circa.<br \/>\n\uf0a7 Prelevate dei pezzetti di pasta e formare delle \u201cesse\u201d e delle ciambelle: l\u2019impasto \u00e8 sufficiente per 40 biscotti.<br \/>\n\uf0a7 Distribuite i biscotti su una teglia coperta di carta da forno.<br \/>\n\uf0a7 Cuocete in forno caldo a 170\u00b0C per 15 minuti.<br \/>\n\uf0a7 Sfornate a lasciate raffreddare su una gratella.<br \/>\n\uf0a7 Conservate i biscotti in una scatola di latta ben chiusa.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nati per accompagnare i viaggi in mare, hanno fatto la fortuna dei pasticceri di Burano, cambiando anche forma per essere pi\u00f9 agevoli da inzuppare Bussolai \u00e8 il nome con sui sono pi\u00f9 conosciuti, bussol\u00e0 la pronuncia in dialetto locale e buranelli il modo alternativo di chiamarli. Sono gli storici biscotti della tradizione veneziana, fatti con i tuorli d\u2019uovo, la farina e una quantit\u00e0 industriale di burro. Si trovano in due varianti: rotondi o a forma di \u201cesse\u201d e sono considerati una specialit\u00e0 locale: la loro origine, per\u00f2, risale a parecchi secoli fa, ai tempi della Repubblica di Venezia. Burano Il cerchio della storia. I primi bussolai erano quelli tondi, a forma di ciambella, come conferma il loro nome, visto che \u201cbusa\u201d in dialetto veneziano vuol dire proprio \u201cbuco\u201d. Secondo quanto riportano le antiche leggende, questi biscotti venivano preparati in casa dalle mogli dei pescatori e dei marinai in grandi quantit\u00e0: quando i mariti partivano per mare, ne portavano con s\u00e9 diversi sacchi, perch\u00e9 erano molto nutrienti e soprattutto si conservavano bene, indurendosi appena con il passare del tempo. L\u2019usanza divenne cos\u00ec diffusa che tra le case colorate dell\u2019isola di Burano, qualcuno cominci\u00f2 a produrli su larga scala e a venderli. Da gallette dei marinai nelle lunghe traversate, i bussolai divennero presto un dolce consumato soprattutto nel periodo pasquale da tutti gli abitanti di Venezia. Nessuno escluso, visto che, si racconta, nel XVI secolo le Suore del Convento di San Maffio ricevettero l\u2019ordine di ridurre le spese per l\u2019acquisto dei Bussolai poich\u00e9 ne consumavano fin troppi. Troppo difficile resistere, visto che il loro convento si trovava nell\u2019isoletta di Mazzorbo, collegata da un ponte a quella di Burano, dove si concentrava al produzione di questi biscotti, che aromatizzati alla vaniglia venivano usati anche per profumare i cassetti della biancheria. I bussolai al giorno d\u2019oggi. Qualche secolo pi\u00f9 tardi, un famoso ristoratore di Burano chiese ad un fornaio locale di preparargli un bussolaio da offrire ai propri clienti come dessert, magari accompagnato da un bicchiere di vino dolce. Il pasticcere ci pens\u00f2 a lungo e diede vita a un nuovo biscotto, con lo stesso impasto, ma con una forma a \u201cesse\u201d che permetteva di inzupparlo comodamente, garantendogli cos\u00ec ampia fortuna anche a colazione con il latte. Al giorno d\u2019oggi i bussolai si mangiano indistintamente in tutti i periodi dell\u2019anno, anche se la tradizione pasquale sopravvive molto forte a Burano. \u00c8 abitudine delle signore dell\u2019isola infatti, durante la Settimana Santa, andare dai fornai per farsi cuocere l\u2019impasto dei biscotti che offriranno ai loro ospiti la domenica. Il fiore all\u2019occhiello della pasticceria veneta. Tra i dolci della tradizione veneta, i bussolai sono insieme alle fritole e al pan del Doge i pi\u00f9 puri, quelli cio\u00e8, che non devono la propria nascita a \u201ccontaminazioni\u201d culinarie avvenute in tempi remoti. La nobile arte della pasticceria era particolarmente apprezzata nella Repubblica di Venezia, tanto che nel 1493 nacque la corporazione degli Scaleteri, cos\u00ec chiamati dalle \u201cscalete\u201d, ciambelle dolci tipiche dei banchetti nuziali. Grazie ai possedimenti d\u2019oltremare della Serenissima e ai numerosi viaggi in Oriente dei suoi commercianti, i pasticceri veneziani entrarono presto a contatto con le tradizioni dolciarie straniere. L\u2019influenza ebraica si \u00e8 fatta sentire sui dolci a base di mandorle come le impade o quelli a base di uvetta, come gli zaeti, mentre sotto la dominazione austriaca fu il cioccolato ad invadere la laguna. Ingredienti \uf0a7 250 g di farina \uf0a7 80 g di zucchero \uf0a7 100 g di burro \uf0a7 3 tuorli \uf0a7 la scorza grattugiata di un limone \uf0a7 aroma di vaniglia Procedimento \uf0a7 Mescolate i tuorli con il burro fuso e lasciato raffreddare, lavorate a lungo, poi unite la farina setacciata. \uf0a7 Profumate l\u2019impasto con la scorza grattugiata di un limone e la vaniglia. \uf0a7 Preparate la classica palla di pasta e fate riposare in frigo per 20 minuti circa. \uf0a7 Prelevate dei pezzetti di pasta e formare delle \u201cesse\u201d e delle ciambelle: l\u2019impasto \u00e8 sufficiente per 40 biscotti. \uf0a7 Distribuite i biscotti su una teglia coperta di carta da forno. \uf0a7 Cuocete in forno caldo a 170\u00b0C per 15 minuti. \uf0a7 Sfornate a lasciate raffreddare su una gratella. \uf0a7 Conservate i biscotti in una scatola di latta ben chiusa.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":6569,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[796],"tags":[839,902,913],"class_list":["post-6564","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ricette-2","tag-dolci","tag-sweets","tag-venezia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6564","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6564"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6564\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6569"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6564"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6564"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albacio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6564"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}